Tolleranza dimensionale nelle lavorazioni meccaniche

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La tolleranza dimensionale è la differenza tra la dimensione massima e quella minima ammesse per una quota. Nel disegno tecnico, questi limiti stabiliscono quanto una dimensione può variare rispettando la specifica prevista.

Un diametro, una lunghezza o uno spessore devono quindi rientrare in un intervallo definito dal progetto. La scelta di questo intervallo influisce sul montaggio dei componenti, sul loro funzionamento e sulle operazioni necessarie per produrli.

Come si legge e si calcola una tolleranza dimensionale?

Per interpretare una quota bisogna distinguere la dimensione nominale, utilizzata come riferimento, dagli scostamenti, che determinano i limiti ammessi rispetto a quel valore.

Consideriamo una quota di 30 ± 0,02 mm:

Grandezza

Valore

Dimensione nominale

30 mm

Dimensione minima ammessa

29,98 mm

Dimensione massima ammessa

30,02 mm

Ampiezza della tolleranza

0,04 mm

La formula è:

Tolleranza = dimensione massima − dimensione minima

L’indicazione ±0,02 mm esprime quindi gli scostamenti: la tolleranza complessiva è 0,04 mm, equivalenti a 40 micrometri.

L’intervallo non deve necessariamente essere simmetrico. Una quota nominale di 30 mm con scostamenti di +0,01 e +0,03 mm ammette dimensioni comprese tra 30,01 e 30,03 mm, con una tolleranza di 0,02 mm.

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